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Bimba malata, appello del padre

ARTICOLO TRATTO DAL “IL MATTINO” EDIZIONE DEL 10/09/2005

BIMBA MALATA, APPELLO DEL PADRE
Federica, serve un donatore

Tre anni, affetta da un male raro e difficile da curare. Un trapianto la pu? salvare.

FABIO JOUAKIM

Si chiama leucemia mielomonocitica cronica giovanile, ? una malattia rara e gravissima. Cos? rara che nemmeno la chemioterapia pu? nulla, ma ? necessario un trapianto di midollo osseo. Una medicina che non si pu? comprare. Federica, tre anni, napoletana, attende il miracolo che pu? salvarla: un donatore compatibile. La sua vita ? appesa a questa possibilit?. Finora la ricerca ? stata vana: nel database dei donatori – nove milioni di persone nel mondo – non ce n?? uno compatibile. E il tempo non ? certamente un alleato per Federica, ora ricoverata all?ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

Il padre, Vincenzo Raiola, 32 anni, napoletano, vive a Casalnuovo. Da quindici giorni ha affidato la sua officina meccanica, che si trova a Volla, ai dipendenti e al padre, per stare accanto alla figlia a Genova e tentare di vincere la sfida contro il terribile male. Le prime avvisaglie nove mesi fa: a Natale una forte stomatite, poi le macchie nere sulle mani e sui piedi di Federica. Curata fino ad agosto al reparto di Oncoematologia pediatrica al Pausilipon, diretto dal professor Vincenzo Poggi (?Ringrazio anche il dottor Giuseppe Menna – dice Raiola – Ci sta dimostrando molto affetto, chiama tutti i giorni per sapere come sta Federica?), la piccola attende una buona notizia. Un catanese, che aveva accompagnato il figlio al Gaslini per un controllo di routine, ha incontrato Vincenzo e Federica e ha lanciato un appello, attraverso il giornale ?La Sicilia?, a tutti potenziali donatori. Ripeterlo anche da queste colonne ? l?unico modo per provare a salvare la vita di Federica e di tante persone che si trovano nella stessa situazione. Non ? facile trovare un donatore di midollo osseo compatibile. Ma la speranza dei genitori di Federica resiste anche alle previsioni pi? pessimistiche. ?Anche un donatore in pi? pu? essere quello giusto – dice Vincenzo – ? probabile che al mondo ce ne sia uno, ma che non sia iscritto al registro?. Per un gesto che pu? essere decisivo, si pu? contattare il centro trasfusionale di Immunoematologia del Cardarelli e dei Policlinici vecchio e nuovo.